Nuovi Metodi di fruizione e promozione dei Beni Culturali: Virtual Tour 360 Ex convento dei Cappuccini Saracena(CS).

Nuove tecnologie sono sempre più alla portata di tutti e permettono di fruire in modo immersivo di un ambiente virtuale che diventa sempre più simile alla realtà. Qualche anno fa realizzare un tour virtuale a 360° significava un grande dispendio di tempo e di mezzi: ogni tour a 360° comportava la realizzazione di decine di foto classiche che andavano unite (sticking) con l’utilizzo di sofisticati programmi e computer potenti. Tutto questo andava ripetuto svariate volte per realizzare il tour di un edificio; considerate che il tour che vedremo più avanti, realizzato nell’ex Convento dei Cappuccini a Saracena (CS), è formato da oltre 50 foto unite per formare un percorso all’interno della struttura, un full immersion multimediale in questa stupenda realtà architettonica e culturale.

Oggi invece, grazie a particolari tipi di fotocamere ed a software sempre più potenti, questa tecnologia ha dei costi molto più bassi raggiungendo dei livelli qualitativi eccellenti come potete vedere dall’esempio qui sotto.

I tour virtuali hanno molteplici utilizzi: in questo articolo analizzeremo uno di quelli più affascinanti, la loro realizzazione a 360° per la fruizione a distanza di luoghi di interesse artistico e culturale. Questo tipo di opere, data l’abbondanza sul territorio nazionale, tranne i casi più famosi, non ricevono spesso la dovuta attenzione e non se ne riconosce il potenziale come motore di sviluppo per un territorio. In molti casi versano in condizioni di abbandono (vedi il caso dell’ex-convento dei Cappuccini) e vanno verso un lento declino che ne porta inevitabilmente alla scomparsa.

Realizzare un tour virtuale e sfruttare le tecnologie di promozione e di web marketing più adatte significa risvegliare il potenziale attrattivo di queste opere, ridargli nuova vita e soprattutto mantenerne viva la memoria.

Progetto Tour virtuale Ex Convento dei Cappuccini Saracena (CS)

Molto spesso dimentichiamo di essere parte di un ambiente e la nostra crescita non può prescindere dall’ambiente che ci circonda. Rispettando questa filosofia Francesco Russo, responsabile e fondatore di FRdigitalsolution nonchè fotografo certificato Google in collaborazione con la Pro Loco “Sarucha” di Saracena (CS), da sempre attenta alla promozione del territorio in cui opera, ha realizzato questo tour virtuale come esempio di promozione del territorio attraverso l’utilizzo di metodi tecnologici innovativi ed al passo con i tempi.

Il tour è stato pubblicato su Google Maps (uno dei pochi pubblicati in Italia e forse l’unico così completo in Calabria) ed ha riscontrato un notevole interesse da ogni parte del mondo, ricevendo migliaia di visualizzazioni ed apprezzamenti; ironicamente, questo luogo così antico e dimenticato, è stato visto più virtualmente che fisicamente.

Un luogo da proteggere e valorizzare

Il convento dei cappuccini si trova ai piedi del paese ed è poco distante dal centro abitato. La struttura è raggiungibile esclusivamente a piedi, attraversando l’intero centro storico per poi proseguire per un centinaio di metri attraverso una strada pavimentata con ciottoli.

La fondazione si fa risalire ai 23 giugno del 1588; a quel tempo, il Vescovo di Cassano, Monsignore Carafa, prepose alla reale costruzione del convento il parere di una commissione di religiosi, i cui membri ne stabilirono le basi per la sua edificazione. Il convento, col passar degli anni, acquisì particolare importanza per la sua ubicazione tale da farlo diventare luogo di noviziato e di studi. In seguito alla soppressione murattiana, la struttura venne abbandonata dai frati nel 1811 e ritornò ad essi dopo parecchi anni. Fu definitivamente chiusa per mancanza di frati, nel 1915. Durante la prima guerra mondiale venne utilizzato come luogo di prigionia per i soldati austriaci e tedeschi. Annessa al convento venne edificata una chiesa ad aula che dal suo interno consentiva ai religiosi di accedere alle loro residenze, i cui numerosi ambienti semplici e di limitati dimensioni accoglievano pochissimi oggetti di arredamento nonché il suppellettile indispensabile. Al piano terra, il cortile interno è delimitato da un solo lato da un porticato ed è costruito su uno scavo artificiale di media grandezza praticato verticalmente il quale raccoglieva le acque piovane. Attualmente, il pozzo, che consentiva ai frati di approvvigionarsi d’acqua, e il chiostro si trovano in stato di abbandono come del resto l’intero complesso. Nella parte posteriore della struttura si può riconoscere un giardino che aveva lo scopo di garantire un’autonomia alimentare al convento, il quale successivamente venne utilizzato, fino agli inizi del secolo scorso (ma solo per pochi anni), come cimitero cittadino di cui ancora oggi vi è traccia, Verso il 1988 la Soprintendenza di Cosenza è intervenuta con un finanziamento per il consolidamento e la copertura della sola Chiesa e successivamente su interessamento di alcuni giovani, dopo una raccolta di offerte eseguita a Saracena, si è intervenuti sul tetto di una parte del Convento. Ben poca cosa! Il Convento, infatti, avrebbe bisogno di un notevole ed urgente finanziamento.